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La tirannia si realizza con un gruppo chiuso al potere che si circonda di una nera cerchia di inamovibili STATALI e PARASTATALI. In questo sistema ogni ambito sociale, arti, mestieri, professioni, associazioni, tutto è monopolizzato da alcuni e rinchiuso dentro recinti invalicabili dalle persone più genuine ed oneste che si rifiutano di ripetere, ripetere, ripetere, verità di facciata che non hanno mai piena corrispondenza con la realtà. La tirannia è un sistema disonesto basato sull'immobilismo, sempre retrogrado, inevitabilmente caratterizzato dalla immutabile sofferenza di molti e godimento di pochi.
In una tirannia anche l'economia privata segue il pessimo esempio del settore pubblico: è chiusa e soggetta al volere dei più forti. I cittadini sono costretti a subirla cadendo sempre più in difficoltà causa l'apporto inutile delle associazioni. Queste, bisognose di problemi per esistere, assorbono inutilmente tutte le energie potenzialmente ribelli, radicando ancor più questo stato di cose.
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La democrazia si realizza invece con un periodico ricambio non solo nell'ambito di governo ma anche e soprattutto nella Funzione Pubblica dove i CITTADINI possono ALTERNARSI. Si tratta di un sistema armoniosamente dinamico, vivo e vitale, in cui le persone hanno la possibilità di compiere tutte le esperienze che desiderano e trasportare queste all'interno dei diversi luoghi di lavoro e sociali in genere. Tutto all'interno di una società democratica viene continuamente messo in discussione e rinnovato. Essa è così sempre all'avanguardia. Le sofferenze e gli eccessi spariscono. L'organismo sociale si mantiene in perfetta salute.
In una democrazia anche l'economia privata segue il buon esempio del settore pubblico: è aperta ed attenta alla volontà collettiva. Le persone vi partecipano senza esserne schiave tendendo così a migliorarla. Le associazioni scompaiono quasi del tutto. La Repubblica, la più importante tra le associazioni, accoglie ogni donna ed uomo del Paese, i problemi vengono quindi risolti alla radice.
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